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Trentino: dal gioco in difesa al coraggio delle proposte


Con sopresa apprendo del dibattito innescatosi in Trentino in riferimento alle parole utilizzate dal segretario del PD Matteo Renzi nella lettere inviata ai partiti politici in cui chiedeva un impegno chiaro ad avviare riforme serie, per dare attuazione a quel mandato molto forte  e netto che gli italiani alle primarie del 8 dicembre gli hanno consegnato.
In particolare mi sorpendo del clamore suscitato dall’annuncio della proposta di avviare la riforma del Titolo V della Costituzione e della citazione a titolo esemplificativo del tema della competenza delll’energia che dalle Regioni si considera possa tornare in capo allo Stato.
Come noto infatti la materia dell’energia nel caso della Provincia Autonoma di Trento è competenza primaria contenuta nello Statuto Speciale, dunque legge costituzionale a se, mentre l’oggetto della revisione del Titolo V riguarda le Regioni a statuto ordinario.
E’ chiaro che nella lettera il segretario Matteo Renzi si riferisse ad un orientamento generale a livello nazionale rispetto al quale l’esigenza di elaborare una comune politica strategica in ambito energetico rappresenta un obiettivo politico importante per un Paese come il nostro il cui proprio fabbisogno energetico dipende in larga parte dall’estero.
Il Trentino presenta inoltre delle specficità rispetto al proprio sitema di produzione e gestione dell’energia elettrica, come dimostrano le funzioni per le concessioni attribuite alla Provincia Autonoma dalla norma di attuzione del 1999.
Attenzione e condivisione dovrebbe invece suscitare l’esortazione contenuta in quel testo rispetto alla riduzione dei costi della politica. In un momento di crisi e in cui la classe politica intera ha bisogno di recuperare la fiducia dei cittadini, pensare che le indennità dei consiglieri regionali, e nel nostro caso provinciali, possano adeguarsi all’indennità percepita dal Sindaco della città capoluogo credo sia un segnale importante di cui il Partito Democratico, che riconosce nell’equità e nel sostegno ai cittadini più deboli propri principi fondanti, dovrebbe farsi promotore.
Il dibattito politico in Trentino merita di riprendere slancio andando oltre uno spirito difensivo, assumendo il desiderio ed il coraggio di elaborare proposte per migliorare e rivitalizzare il nostro sistema.

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