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Una Comunità che abbia a cuore la propria scuola


Gli ultimi dati OCSE del 2013 mostrano la scuola trentina come la migliore in Italia, con risultati ben al di sopra sia della media nazionale sia della media OCSE. Come in altri campi il Trentino si dimostra superiore in termini di risultati rispetto al resto d’Italia e, almeno in questo caso, anche rispetto ai paesi dell’OCSE. Ma si può ancora fare molto.

Quattro sono gli ambiti in cui agire per migliorare il nostro sistema scolastico: rimettere al centro della nostra società il ruolo dell’insegnante; inserire nuovi criteri di valutazione degli insegnanti per evitare lo squilibrio di diritti tra docenti di ruolo e precari e favorire il merito; tornare ad investire nella scuola di qualità tagliando sulle spese inutili e investendo in maniera mirata e intelligente; aprire il mondo della scuola in modo che sia collegato al 100% con il mondo universitario e il mondo del lavoro.

La prima azione è quella di ridare credito al ruolo dell’insegnante. Il lavoro forse più delicato e impegnativo della nostra società, proprio perché forgiatore della società del futuro, dei futuri cittadini, non può essere bistrattato come è accaduto negli ultimi anni. Gli insegnanti vanno ascoltati, valorizzati, tutelati. Un buon primo passo potrebbe essere organizzare una consultazione a livello provinciale con lo scopo di far emergere le opinioni e le proposte degli addetti ai lavori, ma non solo, sul modello della Costituente della Scuola promossa dalla Ministra Carrozza.

La discussione sulla scuola che vogliamo non può fermarsi qui. Non si può parlare di una ridiscussione dei salari del corpo docenti senza trattare di quali devono essere i criteri d’assegnazione di questi salari. Oggi l’anzianità è l’unico criterio di valutazione dell’operato di un insegnante. Non può più essere così. Anche in Trentino c’è una differenza di trattamento inaccettabile tra docenti con contratto a tempo indeterminato e docenti precari. L’unico modo per evitare questa discriminazione tra lavoratori con le stesse credenziali è cambiare le regole del gioco, cambiare i criteri di scelta. Ecco quindi che si presenta la necessità di valutare l’operato dei docenti, come accade al giorno d’oggi per molte professioni. Valorizzare le eccellenze e rifondare il sistema scolastico sul merito.

Altro capitolo la riduzione negli ultimi anni dei finanziamenti da parte della Provincia agli istituti di ogni grado. Solo quando si tratterà la scuola come un settore strategico per il nostro futuro, fucina dei cittadini del futuro potremo definire la nostra scuola “di qualità”.

Esistono molte spese che si potrebbero tagliare o sfruttare in modo migliore senza che la qualità dell’insegnamento ne risenta. Un esempio su tutti è l’acquisto di nuovi strumenti tecnologici propedeutici alla didattica: è inutile spendere decine di migliaia di euro senza istruire i docenti su come utilizzarle.

Filiera tra formazione e lavoro. L’obiettivo primario è quello di creare una filiera tra formazione, apprendistato e mondo del lavoro, un legame più forte tra scuola e professioni, offrendo opportunità di scelta a chi si inserisce nel mondo lavorativo.

Non è un’istruzione moderna quella esclusivamente nozionistica e mnemonica, ma quella che riesce a far applicare agli studenti le competenze imparate sui banchi di scuole in qualcosa di concreto. Questa è la sfida che deve porsi la scuola, seguendo il modello nord-europeo. E il modo più semplice per ottenerlo è far entrare il mondo esterno nelle scuole: far entrare l’università nei licei attraverso progetti formativi cofinanziati favorendo tra l’altro l’orientamento, e allo stesso modo fare con i tirocini e gli stage negli istituti tecnici e professionali. Un altro punto importante è favorire il lavoro estivo, aiutando gli studenti a trovare buone opportunità. Più esperienza faranno i nostri studenti in età scolastica più saranno pronti quando dovranno destreggiarsi nel mondo del lavoro.

I programmi di servizio volontario civile sono già una realtà in Trentino cosi come quelli a livello Europeo (SVE). Ci adopereremo per creare delle “passerelle” tra questi due programmi per permettere ai giovani Trentini di fare un’esperienza significativa all’estero e a giovani Europei di fare il proprio SVE in Trentino.

(Tratto dal documento programmatico “Viva il Trentino Vivo”)

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