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Macroregione della Alpi: la sfida si fa concreta. Ecco perché esserne protagonisti.


Poco più di dieci giorni fa è nata ufficialmente la Macroregione Alpina. La Commissione Europea ha infatti approvato la strategia di azioni che riconosce formalmente la Macroregione delle Alpi.

Si tratta di un passaggio importante che può essere il vero trampolino di lancio per il nostro territorio, e in questo senso colpisce l’attenzione piuttosto tiepida riservata a livello locale.

Poco o nulla è sembrato il dibattito fino ad ora suscitato.

Eppure, questo dovrebbe essere il momento della riflessione che prepara l’azione poichè molto resta da dire e soprattutto da fare, di quì alla fine dell’anno quando la strategia dovrà essere votata per una sua approvazione anche dal Consiglio Europeo.

La stessa Commissione individua come necessità la definizione di una dimensione cruciale che è quella della governance, tanto determinante quanto complessa può risultare la “rappresentatività” e la gestione di un’area che conta più di 70 milioni di abitanti, attraversa 5 Paesi e coinvolge più di 48 regioni.

La strategia è basata su tre pilastri: crescita economica e innovazione, con attività di ricerca su prodotti e servizi specifici della regione alpina; connettività e mobilità, ambiente ed energia.

I benefici potenziali come leva di sviluppo sono considerevoli: potranno essere realizzati progetti “bandiera” per la risoluzione di problemi comuni, potenziamento delle infrastrutture anche tecnologiche, valorizzazione delle specificità di un’area complessa, un grande mercato di sbocco per le nostre imprese, una comunità interconnessa per l’investimento e la mobiltià del capitale umano.

Da un punto di vista economico, vi è un elemento di grande rilievo:

la macroregione non riceverà fondi aggiuntivi, ma potrà negoziare direttamente con Bruxelles, in un approccio che si avvicina alla territorializzazione degli investimenti.

Il dato è controverso, e al momento possiamo affermare che il bicchiere è mezzo pieno, ma anche mezzo vuoto, perchè per dare attuazione ad una strategia così complessa ed ambiziosa, è necessaria una cabina di regia a monte, e quindi una forma di programmazione congiunta, anche leggera, e di visione di insieme, oltre che di strutture di coordinamento a valle, ad oggi assenti.

Tuttavia, è certo che abbiamo davanti un’opportuntià straordinaria per superare, sul piano della visione e della programmazione di risorse, un approccio tutto difensivo, per passare alla proposta.

Su questo la classe dirigente, ma anche la società trentina ha un’occasione storica da giocarsi.

Il prossimo ottobre si svolgerà a Milano lo Steering Committee per fare il punto rispetto alla struttura politica. Ancora una volta il capoluogo lombardo ospita ufficialmente un’iniziativa importante per l’area.

Da un punto di vista politico, alcuni interrogativi vanno posti. Sarà possibile avere una dimensione politica, e se si: quale leadership immaginiamo per quest’area? Il Trentino, insieme all’AltoAdige che ruolo intendono giocare?

La nostra posizione di cerniera geografica, la nostra vocazione storica e le condizioni socioeconomiche ci consentono di esercitare un ruolo da protagonista.

Il Trentino può e deve essere più ambizioso e lungimirante: attrezziamoci, prepariamoci per essere all’altezza di queste sfide. Con questo spirito, per stimolare una riflessione anche su questi interrogativi, è stata organizzata l’iniziativa: “La nuova Europa riparte da te”, che si svolgerà a Trento il 12 ed il 13 settembre, a cura dell’’associazione TrentinoEuropa.

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