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La politica torni a fare la politica


Peccato che la lealtà sia spesso scambiata con unanimismo. Essere leale significa anche dire ciò che si pensa per il Bene dell’Italia prima di tutto. Renzi non ha parlato di governissimo, ma ha suggerito ipotesi di un “patto costituente”, di un governo traghettatore magari di sei mesi da cui porre le basi per far nascere la Terza repubblica. Cambiare la legge elettorale, elemento prodromico ad una riforma dell’assetto istituzionale, abolire il finanziamento pubblico ai partiti così come è congeniato oggi e soprattutto occuparsi dell’emergenza lavoro e crescita per famiglie e le imprese. Impegni che dobbiamo alle italiane e agli italiani e sui quali anche l’Europa attende segnali con urgenza. Già alcuni parlamentari hanno presentato disegni di legge in tal senso sia al Senato che alla Camera, ad esempio chiedendo il rinvio di un anno dell’attuazione della Tares. Queste sono precondizioni affinché la Politica torni a fare la Politica con senso dell’onore,  a viso aperto, senza inciuci, ma alla luce del sole per un obiettivo: fornire al Paese le condizioni minime per evitare il tracollo e ritornare al voto potendo garantire governabilità.

Si è condotta una campagna elettorale sostenendo che l’Italia viene prima di tutto: è giunto il momento di dimostralo.

Se si verificasse la loro totale e trasversale assenza, allora meglio le urne.

In questi giorni la politologa Gualmini, direttrice dell’Istituto Cattaneo, ha spiegato bene come nell’ipotesi di prossime elezioni, se i partiti “storici” PD e PDL non mostreranno segnali autentici di forte rinnovamento nella struttura, nella proposta e nella leadership, il M5 stelle sarà vocato a crescere esponenzialmente.

Dal momento dell’insediamento delle Camere abbiamo parlamentari che ancora non sono in condizioni di “lavorare”, svolgere appieno il proprio mandato, poiché le commissioni permanenti non sono ancora insediate, mentre, al di fuori dei “Palazzi”, la disoccupazione cresce, le imprese soffrono e le famiglie vivono in una drammatica incertezza.

La campana è già suonata il 28 febbraio. Ora il tempo della responsabilità per riconsegnare un Futuro a questo Paese finchè siamo ancora in tempo

* commento pubblicato su l’Adige oggi Domenica 7 aprile 2013

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